...brindo alla Vita...

venerdì, 29 ottobre 2004

Oggi mi è capitato di parlare con una ragazza che mi ha fatto sognare. M… di dell’age di Empoli, per chi ha avuto un passato simile al mio conoscerà la persona di cui parlo. Un sole dentro, con cui oggi mi sono trovato a confrontarmi su un passato che entrambi abbiamo attraversato. Ma la sintonia, la gioia e le parole in cui ci siamo ritrovati sono cose rare, come se ci conoscessimo da una vita, ma ci siamo visti solo due volte, e per lavoro ci siamo parlati un paio di volte in più. Assurdo come la vita ti sorprende. La meraviglia della vita non ha confine. Eppure quando entro in questa casa, e solo mi ritrovo, mi sento vuoto. Non ho mai colmato il vuoto che mi è rimasto, e sbagliatamene cerco di riempirlo coltivando sogni e speranze, e ciò mi confonde mostruosamente le idee, mi fa confondere l’amore con la necessità umana di condividere il peso della vita. Per fortuna che le gioie della vita, che ti capitano come un fulmine a ciel sereno, sono in grado di riempire di colore questo cielo grigio di Milano. Do il benvenuto al MIO nipotino Francesco, per la cronaca è il mio primo nipotino. Sento il calore dell’amore che i loro genitori gli stanno dando, e l’amore che tutti sanno dare all’innocenza di un cuore puro.

L’amore dei tuoi genitori coltiverà i tuoi sogni, credi che loro crederanno in te.

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lunedì, 25 ottobre 2004

Follia pura. Corro, vivo, fuggo, …oddio…ma forse…navi in fiamme a largo delle porte di tanoiser…fuoco e fiamme all’infinito colorando il cielo di rosso e arancione, come un fiume di lava, come un fiume di petali di rosa.

Siamo soli, soli come un cactus nel deserto, soli come un fiocco di neve, simile ma mai uguale, solo come un SOLE che insegue in eterno la sua amica e  compagna LUNA. La luna che qua a Cagliari brillava come un diamante appoggiato in cielo, illumina la notte. Un diamante reso ancor più prezioso dai sogni e dagli sguardi innamorati.

Agli occhi semplici tutto è semplice, ma chi sa leggere le sfumature tutto appare come un enorme spettacolo. Come in un film di Antonio Albanese, i colori hanno un’anima, e se chiudo gli occhi, sento questi colori che vivono e mi parlano. Hanno un calore, un sorriso e uno sguardo. Lo spettacolo della vita non si ferma all’evidente. Bisogna saper vedere con il cuore, ascoltare il silenzio altrui.

Abbiamo cinque sensi, e oggi ci servono solo per sopravvivere.

Pazzo come un’idea assurda, pazzo come l’amore inseguito, pazzo come alcuni tuoi amici, pazzo come lo schizzo di matita non sostenuto dalla mente, pazzo come le figure che ci regalano le nuvole, pazzi come i sogni che le stelle devono realizzare, pazzi come la musica che sa sempre cosa raccontare per te, pazza come la vita che ti sta di fronte, pazzo come il mondo che scorre sotto i nostri piedi, pazzi come i pensieri folli della notte, pazzo come la bellezza di un tramonto, pazzo come qualsiasi avventura in cui ci tuffiamo. Sfuggenti come acqua dalle mani, come l’aria che ci circonda, il vento che ci fa volare, la luce che ci riscalda, e ci scalda anche il cuore.

Fuori, mite, colore, pazzo, bianco, milan, scazzo, lavoro, soldi, gioie, gola, corsa, gara, bici, montagna, verde, ghiaccio, freddo, aria pulita, cielo, dito, immensità.

Tutto quello che ha partorito la mia mente cercando di scansare la ragione.

Postato da: flyfreedream a 21:44 | link | commenti (2)

sabato, 23 ottobre 2004

Cosa cerco, cosa voglio. So che mi stai leggendo, e non voglio spaventarti, ma sento che un vuoto incolmabile c'è! Che forza bisogna avere tutti i giorni vivere sapendo di essere soli. Ho voglia di parlare. Piango lacrime vuote, tristi, lacrime al sapor di rasseganzione, che il dolore coltiva e accomoda. Perché mi continuo a chiedere, perché? Esisti la compagna della mia anima?

Questa mia sensibilità mi sta distruggendo, ora anche nei miei sentimenti mi sta distruggendo. Quante sconfitte bisogna accettare per poi vincere la guerra?

Oggi non ce la faccio! Ho paura ad addormentarmi.

Postato da: flyfreedream a 01:13 | link | commenti (1)

giovedì, 21 ottobre 2004

21/10/2004

Ieri ho preso il mio bel libro e ho letto delle cose bellissime su cui riflettere, e spero lo facciate.

- Capita quasi sempre che uno scopo di breve termine in sé sia più significativo di quel che sta succedendo nell’immediato. Può essere necessario un po’ di tempo per tempo per vedere il tutto, come un puzzle.

- Penso che sia importante essere sicuri di fare almeno tre cose diverse ogni giorno: mangiare qualcosa di diverso, prendere una strada diversa per andare a lavorare, deviare dalla routine quotidiana.

- Il tuo mondo esterno è una rappresentazione diretta del tuo mondo interno.

Non perdete il vostro tempo a piangere

il passato, a piangere sull’avvenire.

Vivete le vostre ore, i vostri minuti.

Le gioie sono come i fiori

che la pioggia macchia e il vento disperde.

(Remy de Gourmont, Pensée inedites)

Come si fa a innamorarsi a Milano!

Dov’è che ci si può sedere su una panchina in una piazza enorme,

baciati dal sole, con lei sulle tue gambe a gambe aperte,

con l’aria profumata di lei, all’ombra dei suoi capelli leggeri come lei?

Buttiamo benzina sul fuoco della passione. Qua è sempre primavera.

Sassari 21/10/2004

 

19/10/2004

Sono qua, lontano km dal mio mondo e dalle mie montagne, che ho avuto il piacere di vedere nel week-end, e qui a Porto Torres in una piazzetta mi ritrovo a scrivere. A Milano piove e fa freddo, qua ci sono 30 gradi! Forse il termometro sbaglierà un pochino, ma fa molto caldo. Sembrano le giornate calde di inizio settembre a Milano, quando la leggera brezza con il sole bello caldo, ti fanno sembrare il mondo più bello, e ti fanno dimenticare i problemi o le stranezze della vita. Queste sono le mie giornate ideali, con la temperatura che sogno per tutto l’anno. Sono molto legato al sole, mi mette buon umore, e per uno come me che è iper-attivo, in queste giornate trova il suo clima ideale per coltivare tutte le sue passioni. Respiro quest’aria al sapor di salsedine che contraddistingue le città di mare, con sottofondo lo scorre dell’acqua di una fontana, la pace e i ritmi di un paesone, un po’ più grosso di un paesino, ma non tanto da allontanarlo da quella realtà e semplicità dei paesi. Sembra così tutto calmo, immutabile, come una parentesi all’interno di un animo abituato alla frenesia della città. Osservo la gente e la vedo che cammina lenta con la consapevolezza del tempo che ha a disposizione, non che corre con l’ansia di dover fare. Uno spirito calmo come il mio si trova bene in questo ambiente, e penso anche di non essere l’unico a voler questo stile di vita. In montagna, a Pilasco, piccola frazione di Ardenno, ho modo di tuffarmi in una realtà che è ancora più calma e pacifica, con ritmi ancora più blandi, ma non mi trasferirei mai da solo da quelle parti. Mi mancherebbe sempre qualcosa, un amico e una donna per amico. Ho bisogno di queste due figure nella mia vita, della comprensione e dell’immensa sensibilità dello spirito femminile, ma anche le sane e felici risate che si riescono a fare con un amico. Chissà come mai queste due realtà non riescono a fondersi!

Poi ecco, sempre il solito dubbio, ma sono io che non ho ancora incontrato una figura femminile che racchiude in se tutti e due gli spiriti, o sono io che pretendo troppo dalla persona che voglio incontrare, e che quindi ognuno deve comunque mantenere la sua indipendenza distinguendo quello che è poi l’amore e l’amicizia. Ricominciano i mille dubbi che fino a ora mi hanno condotto in errore, o forse l’amore è talmente personale che ogni persona si costruisce il suo, che è più simile a un guscio dove all’interno siamo felici e sereni?

Forse è meglio non pensare e vivere, assaporando ciò che ti capita, gustando ogni goccia di vita nel mare dell’eternità, cercando solo di assecondare i sentimenti con la ragione, fare in modo che entrambi vengano soddisfatti, senza lasciare che uno schiacci l’altro.

Con dubbi, paure, felicità, tranquillità auguro a tutti di Vivere.

Postato da: flyfreedream a 21:45 | link | commenti

martedì, 19 ottobre 2004

Sei la padrona dei miei passi
detti il ritmo al mio cuore
e come droga a volte mi manchi
ne' sono dipendente
e con te passerei intere giornate
per sentire l'eco vuoto della solitudine.
Sei indispensabile come l'aria che respiro,
più neccessaria del cibo
più forte di una tentazione,
sei il simbolo della soddisfazione
della gioia e della felicità
ma come te nessuno sa raccontare il dolore
mi accompagni con dolcezza sempre
Sempre!
Sono contento al pensiero che avrò ancora del tempo
e che nel tempo potrò ascoltarti
in ancora mille forme e melodie
cara dolce Musica.
















Postato da: flyfreedream a 22:09 | link | commenti

giovedì, 14 ottobre 2004

Dopo tanti momenti brutti, mi è tornata finalmente la voglia di scrivere, forse anche perché ho maturato un pensiero non facile da digerire. Domenica scorsa, appena uscito dall’ospedale mi veniva da piangere, ma così forte che a differenza delle innumerevoli precedenti volte alla fine ho pianto. Non riuscivo a digerire tutto il dolore che mi stava attorno, e che amici, conoscenti o anche sconosciuti stavano patendo. Nello stesso giorno, e il giorno precedente, ho sentito il dolore forte di M... e la sua stanchezza di tirare avanti in questa vita, che mette a dura prova il suo carattere sensibile e fragile, affaticato e delicato. Ho sentito il dolore di mia nonna, stanca e affaticata nel muovere solamente un braccio, l’ho vista piangere in un momento di lucidità quando mi ha riconosciuto, l’ho poi rivista addormentarsi nel suo stato di trans. In televisione ho visto una coppia arrangiarsi in questo mondo senza lavoro, e piangere in fianco al padre, e la madre scappare dalla vergogna, e ho rivisto una situazione che ho passato, contando i centesimi che ci rimanevano in tasca. Tutto ciò ha ammazzato il mio spirito gioioso, ha affossato la mia serenità, e la mia sensibilità mutata dopo la scomparsa di mio padre, ha amplificato il tutto, facendomi vivere i drammi quotidiani degli altri. A quel punto non sapevo più che fare, ma avevo bisogno di una voce, di una persona che sapesse ascoltarmi e dirmi che la vita non è sempre così. Ho preso tra le mani il telefono e ho mandato un messaggio, prontamente risposto, e a mia volta risposto. A questo punto, la persona a me molto cara ha capito che doveva chiamarmi, e sono solo riuscito a rispondere che senza dire una parola ne’ lei ne’ io, e io sono scoppiato a piangere come un bambino, e sfogare il dolore che avevo dentro, e anche la rabbia, la rabbia di non poter cambiare le cose, la rabbia di subire questa vita, la rabbia di dover soffrire, era anche e soprattutto la rabbia dell’impotenza. Così, da quello sfogo in poi la settimana mia si è basata su quella telefonata senza parole. Cosa c’era in quella telefonata senza parole, perché la volevo, la desideravo? Da li ho comunque capito l’importanza di avere una persona con cui parlare, così aperta e pronta ad ascoltarti. La necessità di parlare senza parole. Ho voglia di incontrare una persona che so di essere a nudo di fronte a essa, che ho voglia di mostrarmi, di essere semplicemente me stesso, felice, sereno, sensibile e sofferente, con tutti i miei difetti, che tanto non saranno mai causa di litigio, e il bello di riscontrare diversi difetti dall’altra parte, oltre agli innumerevoli pregi.

 

Solo un ultima frase:

 

Ho scoperto che le persone non hanno veramente paura di morire; hanno paura di non aver mai vissuto, di non aver mai considerato a fondo lo scopo più elevato della loro vita, di non essere mai entrati in contatto con quello scopo e avere almeno tentato di fare la differenza in questo mondo. Joseph Jaworski

 

Puoi avere quello che vuoi, ma non puoi avere tutto!

Postato da: flyfreedream a 22:52 | link | commenti (3)

martedì, 05 ottobre 2004

Ho scoperto che mettersi in gioco, partendo dal principio che “io forse non ho ragione”, si arriva a scoprire un mondo fantastico, che fino ad ora è stato celato dalla presunzione. Sto provando a camminare nelle scarpe di chiunque incontro e con cui ho un contatto, e incomincio a non sopportarmi, e che fino ad ora devo solo ringraziare che al mondo esistono gli amici, a cui bisognerebbe fargli un monumento. Il tutto è stato messo in moto da una risposta negativa a una mia richiesta, da li ho incominciato a razionalizzare la mia tensione e la mia rabbia, e ho capito che dipendeva solo dal fatto che mi ero creato un’aspettativa, volevo quella risposta positiva, ma poi mi sono messo nei panni altrui, e mi sono accorto che avrei fatto la sua stessa scelta.
“Chiedi alle altre persone ciò che vorresti che le altre persone chiedessero a te” da Il Piccolo Principe.
Cosa ne pensate?


Postato da: flyfreedream a 20:48 | link | commenti (1)

 

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