...brindo alla Vita...

mercoledì, 27 aprile 2005

Ma quanta acqua è scesa? Sole sole sole, quanto ti sei fatto attendere! Il week appena trascorso, trascorso in montagna chiusi in casa, ci ha visti fornai! In che senso? Nel senso che domenica pomeriggio ci siamo fatti i biscotti, e lunedì ci siamo fatti la focaccia, e come prima esecuzione direi che il risultato è stato buono, i biscotti erano fragranti al punto giusto, mancavano di un filo di burro, mentre la focaccia abbiamo sbagliato tirandola troppo e facendola troppo sottile, e la conseguenza è stata che non era molto morbida, ma buona buona. Poi c’è una soddisfazione enorme nel mangiare quelle che le tue mani hanno impastato e creato, è un’esperienza che da fare, poi in compagnia ci si diverte.
Scendi dalla montagna in un lunedì piovoso e il martedì mica ti esce un sole che ti ricorda che è primavera! Beh, martedì con un bel sole sono partito per Genova, e come mi capita spesso, in stazione centrale a Milano, mi sono preso l’ennesima rivista di psicologia, e ho constatato che decisamente si rivolgono a un pubblico femminile, e allora nella mia testa mi sono sorte due domande: vuoi dire che solo le donne si fanno dei problemi o riflettono di più? E io, chi sono a leggere queste riviste? Mi faccio dei problemi o mi piace la psicologia? Perché? Esclusa la prima domanda su cui invito chiunque a riflettere, le altre mi sono servite da stimolo a capire che cosa mi affascina della psicologia. In passato la figura dello psicologo l’ho sempre vista come colui che guardandoti e ascoltandoti riesce a leggere dentro di te, e quindi di trovarti disarmato nei sui confronti, come una figura che saprebbe sempre metterti in difficoltà, e tutto ciò forse nasceva dal timore dovuto al fatto che in me qualcosa nascondevo e che non volevo accettare, e che parlando con lui sarebbe uscita. Ora sono molto più tranquillo perché ho abbandonato l’idea del super-uomo tutto d’un pezzo, ho accettato i miei limiti e i miei bellissimi difetti, e con i limiti e difetti ci vivo tranquillamente. Non credo di essere  arrivato a un punto di equilibrio, e queste riviste e libri di psicologia mi servono come spunto per capire quando erro nei rapporti con le altre persone, e mi aiutano a definire meglio chi sono. Poi una cosa bellissima che mi hanno insegnato questi libri e queste riviste è stata la capacità di ascoltare che può non sembrare importante, ma a volte si ha più voglia di qualcuno che ascolti di qualcuno che dia consigli, e essere capaci di ascoltare è un’arte, e tu P…. lo sai fare benissimo. Un’altra operazione che mi piace fare, e lo faccio spesso, è estraniarmi dalla mia vita e vedere me e quello che mi sta attorno con occhi da estraneo, cioè fotografare la mia vita in quel momento e capire se sto facendo bene o se mi sto nascondendo qualcosa, e in base alla sviluppo di quella foto decidere che cosa è più giusto fare. Ho smesso così di mentirmi e di aver pesi sullo stomaco, quel che ho da dire lo dico e non ho più paura di quel che penso. E il frutto di questo continuo viaggio è la felicità di vivere, la soddisfazione di quello che faccio, l’orgoglio delle persone che mi stanno attorno.
La mia riflessione alla prima domanda, per ora è la seguente. Tante donne non sono poi così riflessive come sembra, tante fanno discorsi da galline, ma hanno molto più auto-critica degli uomini, secondo me sanno e vogliono vedere meglio le situazioni che le circondano, e si soffermano di più a pensarci, mentre l’uomo è più superficiale, e spesso si da delle risposte semplici e evita, forse per paura della verità, di affrontare certi discorsi, si sente attaccato o offeso nel suo orgoglio. Non voglio dire che un sesso sia meglio dell’altro, ma che un sesso (la donna) pensa e medita di più su quello che gli sta attorno, esistono poi come sempre delle eccezioni.

Postato da: flyfreedream a 21:42 | link | commenti (1)

martedì, 19 aprile 2005

Domenica mi sono accorto che da tempo sono fermo. Che cosa voglio dire? Devo ammettere di non aver tutte le rotelle al posto giusto, e dopo mesi di riflessioni, osservazioni, mi sono accorto che di recente non mi spingevo più di tanto a pensare e a riflettere, praticamente è come se giunto in un punto di stabilità mi fossi fermato. Questa sensazione era già da un paio di settimane che la rilevavo, ma non riuscivo a capire che cosa mi stesse accadendo. Domenica ho capito, mi stavo fermando perché contento di quello di cui mi ero circondato. Così non va bene, bisogna rimettersi in moto, non bisogna smettere di pensare e meditare. Magari la mia è solo una paura, la paura di ritornare ad essere quello che aspetta che sia la vita a regalargli emozioni, e quindi di aspettare che sia la vita stessa a cambiare e di non far nulla per viverla come la si vorrebbe. Giusto oggi, la mia mamma tecnologica, mi manda una mail con in allegato un file di power-point molto carino, e tra le frasi profonde e le foto molto belle, una di queste mi ha colpito: chi vorrebbe avere qualcosa che non ha mai avuto, dovrà fare qualcosa che non ha mai fatto. Penso che questa frase non abbia bisogno di commenti, io la interpreto come il dovere, l’obbligo, di vivere questa vita la meglio, di Viverla Vivendola fino in fondo. Viviamo di emozioni, Viviamo di gioia e di felicità, ma non stiamo ad aspettare che sia la vita che decida per noi, perché saranno sempre brutte notizie.

A proposito della gioia e della felicità, lunedì mattina, all’albe delle 6.20 ero giù in strada con la mia borsa da lavoro e il mio trolly compagno di viaggio; ed ero lì ad aspettare il pullman con destinazione Milano per poi andare in Centrale. Anche il mio ottimismo era un po’ messo alla prova dall’ora e dallo sbattimento per arrivare in centrale presto. Finalmente arriva, in orario, e salgo. Occhiata in giro, e vedo le SOLITE facce addormentate, TRISTI perché lunedì, e IPNOTIZATI dai pensieri. In tutta questa situazione che definirei triste e statica, grigia, vedo un qualcosa che subito mi fa sorridere. Una bella ragazza???? Una barzelletta per radio???? Uno con la bolla la naso???? No, il mio sorriso era frutto della gioia nel vedere che su questo pullman c’erano delle tendine arancioni, nuove o appena lavate, cmq un bel colore vivo, e splendevano e davano tanta allegria. Portavano il sole e la gioia in quel mattutino pullman, e nell’osservarle mi sentivo bene, contento, e questo grazie a solo delle tendine arancioni! E mi sono accorto che sto indossando sempre più vestiti arancioni o gialli, e questo la dice lunga su come sto con il morale. Gioia a VOI

Postato da: flyfreedream a 23:37 | link | commenti (1)

 

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