aaa cercasi pista di decollo per fuggire dalla ditta in cui lavoro!
da radio manicomio prisma...basta giorni di ordinaria follia.
ecco finalmente il color grigio milano, un colore unico e registrato, tant'è che per utilizzarlo bisogna pagare i diritti. questa mattina in coda per andare a lavorare, ma porca paletta, come si fa ad accettare di PERDERE tutte quelle ore in coda? chiedo scusa a tutte quelle persone che sorpasso quando le code sono eccessive, lo so che non è corretto e lo so che da fastidio perché per primo da fastidio anche a me, ma mi giustifico dicendo che non riesco, è più forte di me, soffro le code eccessive, e se esistono alternative come strade secondarie o altro le uso. non sono un tipo frenetico che si sveglia all'ultimo minuto per arrivare in ufficio, anzi, me la prendo con molta calma e arrivo quasi sempre in anticipo, ma ogni giorno due ore della mia vita, per 240 giorni all'anno, fanno un totale di 480 ore e cioè 20 giorni della mia vita all'anno!! spesi in coda.
cara P... andiamo a vivere in toscana, sulle colline, in un casale?
E’ passato tanto tempo dall’ultima volta che ho scritto e di cose ne sono successe parecchie.
A partire da quei giorni su in montagna, che quasi dopo un mese sembrano oramai un’eternità, a oggi presi con le sagre di paese tipiche di settembre.
Partendo con ordine da Agosto ricordo chiaro e limpido il vuoto che ho dovuto affrontare per la mancanza di una persona importante, che mi ha conquistato come il profumo di un mazzo di rose riempie una stanza, in ogni mio minimo angolo di dove dentro me c’è lei con il suo sorriso, la sua gioia e il suo Amore palpabile e forte come un brivido che incontrollabile ti corre lungo la schiena. Ogni momento era il momento più adatto per pensarla, era una compagna compagnia costante, e che solo il progresso dei telefonini riusciva a colmare la solitudine che il ricordo amplifica e gli funge da cassa di risonanza. Era un continuo scriversi e sentirsi, e come per magia si era uniti nell’animo, infatti i momenti e le esigenze di sentirci erano incastri perfetti come quelli di un puzzle, e siamo quasi riusciti a raggiungere la perfezione di scriversi in contemporanea e in contemporanea a rispondersi reciprocamente, e non si può dire che sia solo un caso perché il tutto non è successo una sola volta, ma con cadenza quasi svizzera si verificava, e il tutto era mosso dall’Amore che alimenta i nostri cuori un po’ provati. Non volevamo lasciarci dominare dall’evidenza, dal fatto che non eravamo uno in fianco all’altro, e allora ci cercavamo chiamandoci e cercando di condividere le emozioni di un tramonto, di un sorgere di una luna a oltre 2000mt, dai colori che la costiera amalfitana regala e anche dalle piccole emozioni quotidiane…ma quanti dove sei…poi finalmente il tutto è finito e i nostri cuori hanno smesso di vivere di ricordo e si sono ritrovati. Eccola, si è lei, è giovedì, è oggi che torna su dai che non è ancora il momento, ancora un attimo…ecco la macchina…com’è abbronzata…è nerissima…è stupenda…cosa faccio la stritolo tra le mie braccia…no ecco l’emozione mi blocca…vieni che ti do un bacio…ecco il suo profumo che conquista i miei respiri…i suoi capelli…il suo sorriso…e il suo "calore". Eccoci uniti e basta separarsi, basta allontanarsi per così tanto tempo, chi ce la fa più? Di queste due settimane, sicuramente ricorderemo quanto siamo ora l’uno per l’altro, e quello che mi rende ancora più felice è il fatto che continua a crescere, e sembra che l’intesa non conosca ostacoli, sia così naturale che sembra quasi irreale, una sintonia che quasi neanche con il mio migliore amico ho mai avuto, un qualcosa di oltre ogni pensiero e paragone. Eccoci uniti per non lasciarci più andare, pena le pene!!
Di quest’agosto ricordo con piacere anche l’immensa camminata che ci siamo fatti io e mio cugino Manu, che partiti con sacco a pelo, tenda e panini ci siamo incamminati da 1600mt per arriver fino a 2500mt al passo dei corni bruciati, per poi giungere al rifugio non gestito di scermendone. Notte in questo rifugio con l’acqua che scarseggiava, con le wuacche fuori dal rifugio a farci da guardia e con la luna, che sorgeva dietro una cima, rossa come non l’ho mai vista e grande come nei sogni. Con fare calmo saliva in cielo a comandare tutte le sue stelle, che rapite dai nostri messaggi d’amore ci univano. Il giorno successivo, duro risveglio con l’acqua che rasentava una temperatura polare, ma impavidi eccoci pronti ad affrontare la discesa, optata perché le nuvole sovrastavano il passo e non ci sentivamo sicuri ad affrontare un sentiero mal segnato e per niente conosciuto, ma ecco l’imprevisto. L’uomo ha la capacita di crearsi situazioni difficili, e noi da buon esseri umani ci siamo imbattuti in una cima, che dominava la nostra discesa. Lì, sulla nostra sinistra del sentiero, era lì che ci sfidava, e noi in un misto di incoscienza e orgoglio su dritti per il fianco alla conquista della cima, e passo dopo passo, con quello zaino che ci spaccava le spalle, con la fatica del giorno prima, con il freddo che ci penetrava nelle ossa, con il vento che giocava con noi, spingendoci e poi frenandoci, eccoci che davanti a noi piano paino il sentiero si accorcia, sempre più corto che ecco che finisce, e la cima! Una pietra messa lì come riferimento che è più comoda del divano di casa dopo l’arrampicata, lì che con immortale silenzio vede scorrere sopra di sé le stelle, il sole e la luna, e con il cielo che gli racconta come passano i giorni che lei con indifferenza lascia scorrere. Una foto così, un’altra qua al panorama…P..., sono in cima…è il vento…fa freddo, e voi…e stupendo, ti ci porto…si ne vale la pena…ok, ciao ciao. E’ ora di scendere, la temperatura non ci permette di riposarci troppo, il freddo sta raffreddando il sudore e ce lo sta facendo sentire…giù, via via si va…ma porca paletta è solo il 19 d’agosto J!!!
Ora eccoci, finita la festa dei crotti, appuntamento consumato in felice compagnia, presenti io e la P... alla festa dei funghi a bema, e presenti alla festa della birra a fine agosto a casirate d’adda, eccoci presi con sagre e feste paesane a festeggiare i prodotti e la genuinità che il settembre ci regala al culmine della stagione estiva. Eccomi preso con il lavoro e con la voglia di cambiare lavoro, eccomi con dei buoni propositi che voglio mantenere, con la voglia di Amare una persona stupenda…poi si fanno i conti con il domani pi o meno vicino in funzione dell’impegno più o meno importante. Il 26 di questo mese corre l’anniversario in cui io prendevo coscienza di amare e desiderare una persona alquanto speciale, e che con la sua semplicità aveva fatto breccia nel mio cuore…ecco che ora questa persona cammina vicino a me ;) , e che sia solo l’inizio…mia cara P..., brindo a noi e a tutto quello che faremo e vivremo insieme.
Mentre altro appuntamento importante, che è un misto di piacere e delusione, è che a fine novembre mollo l’appartamento in cui vivo solo per tornare a casa di mia madre, ed è stato un boccone difficile da mandare giù, ma con lo stipendio che mi ritrovo e con l’affitto e la "delicatezza" che hanno le tasse dello stato italiano, mi sono trovato costretto a mollare il colpo, e spero con ottimismo che il rientro da mia madre mi dia l’opportunità di risollevare la mia economia…ho imparato a sognare…
Ho imparato a sognare,
che non ero bambino
che non ero neanche un'età
Quando un giorno di scuola
mi durava una vita
e il mio mondo finiva un po' là
Tra quel prete palloso
che ci dava da fare
e il pallone che andava
come fosse a motore
C'era chi era incapace a sognare
e chi sognava già
Ho imparato a sognare
e ho iniziato a sperare
che chi c'ha avere avrà
ho imparato a sognare
quando un sogno è un cannone,
che se sogni
ne ammazzi metà
Quando inizi a capire
che sei solo e in mutande
quando inizi a capire
che tutto è più grande
C'era chi era incapace a sognare
e chi sognava già
Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m'alzerò
C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò
Ho imparato a sognare,
quando inizi a scoprire
che ogni sogno
ti porta più in là
cavalcando aquiloni,
oltre muri e confini
ho imparato a sognare da là
Quando tutte le scuse,
per giocare son buone
quando tutta la vita
è una bella canzone
C'era chi era incapace a sognare
e chi sognava già
Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m'alzerò
C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò
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