…un po’ vuoto…
…oggi mi sento un po’ vuoto, un po’ giù, un po’ vinto dalla vita lavorativa. Mi sento giù come un pugile dopo un incontro che non è andato tanto bene, ma che ti senti di avere dato il massimo, e senti di aver portato a casa poco. Non ce la farò mai a estraniarmi così tanto dal lavoro, da tibrare il cartellino dell’uscita e dimenticare tutto, non riuscirò mai a mandare giù chi ti fa passare per una persona importante e utile, ma che non viene mai gratificata per quello che da…mi sento preso per il culo, da quelle grandi teste che riempiono le riunioni di aria fritta, che colorano i teli da proiettori con i loro grafici, e che ti intortano facendoti credere che il tuo lavoro sia il motore di tutto, mentre te con i tuoi colleghi sopravvivi a una situazione di delirio, di carenza di personale. Oggi, con grande orgoglio e fierezza, snocciolavano cifre, “…siamo lieti e fieri del vostro operato, di aver gestito più di 50000 sinistri in un anno, e di averne chiusi 40000…”, ma la fatica fatta per portare avanti il tutto, tra le difficoltà di programmi in continuo aggiornamento, telefonate continue dalle 09.00 alle 18.00, tra fax mai arrivati (e con una costante di 300 fax in arrivo ogni giorno), con appoggi esterni nulli, ma che per portare avanti il tutto siamo arrivati al punto di portarci in casa anche il lavoro di altri…e tutto questo, liquidato via con un grazie, senza un incentivo, senza un premio, senza un qualcosa che non faccia essere orgoglioso di te stesso. Anzi, avanzando anche la pretesa di fare di più per il prossimo anno, di portarsi “in casa” altro lavoro, aggiungendo altri servizi, ma che poi saranno sempre i soliti a sgobbare. Mi sento vuoto, con un nervoso da prendere uno per uno i “grandi manager” e mettere loro lì, tra carte, persone che chiamano e che non sanno neanche esprimersi, ma hanno solo pretese urgenti, mettere loro a rispondere e far fare a loro la bella figura alla società, e non mettere la nostra faccia per far bella la loro. Odio, odio loro con il loro pelo sullo stomaco, e la merda che sono capaci di digerire e spandere per essere il nulla…a questo punto spero, ma SPERO che esista una giustizia divina, che non esista solo la gloria, ma che esista un merito che faccia avanzare e crescere chi lavora veramente, per chi alla sera va a casa con la schiena rotta, ma felice di aver fatto del bene, felice di aver aiutato a rendere giustizia…
Questa è la mia italia, fatta di leccapiedi, leccaculo, portaborse, e di arricchiti sempre più ricchi, di potenti sempre più potenti e di lavoratori sempre più poveri e affamati.
…e una cosa vorrei dire al mio capo: “io il mio orticello lo curo e lo valorizzo, tu che cosa ne stai facendo del tuo? Col ca… che sarò io a levarti le erbacce e la meda che ci sta dentro!”
E ora?
Crisi di governo...e ora chi occuperà la poltrona per l'ennesima volta spacciandosi per il salvatore della patria per poi fare gli interessi suoi e dei suoi leccapiedi? Faranno qualcosa di piú utile agli italiani che solo alle loro tasche sempre piú gonfie di soldi? Forza italiani!
Uno Spettacolo inaspettato.
Mi è già capitato di vivere e vedere uno spettacolo simile, ma rivederlo mi ha dato nuove emozioni!
Decollo nel tardo pomeriggio di oggi da Capodichino, da una piovosa e innondata Napoli. Appena oltrepassato lo strato di nuvole che sovrastava tutto, l’aereo si colora di rosso, un rosso caldo e accogliente, sensibile e dolce come l’abbraccio di una donna; era il sole che tramontava sopra le nuvole! Tutte le nuvole avevano tutte le increspature colorate, arancione rosso violetto blu…e tutte esaltate, che evidenziavano il profilo in tutte le sue forme, e laggiù i monti la Ciociara, che sfondavano e squarciavano le nuvole, dominando queste onde immobili. Sembrava di essere fuori dal mondo, in uno di quei documentari che fanno sempre vedere delle riprese dai colori stupendi, ed era lì, fuori dal nostro oblò, tutto così immobile, così ovattato, così eterno.
17/01/08 Cosa potrei mai dire
Cosa potrei mai dire a mio figlio quando mi chiederà un consiglio su cosa fare da grande? Rimango apparentemente confuso,ma so che per certe cariere bisogna esserci già dentro e che a fatica si decidono a tavolino.Mi riferisco a che probabilità avrebbe un figlio di impiegati o di operai di diventare un politico e di aprofittarne di tutti gli agi e favoritismi di cui vivono i nostri di politici? Tra "affittopoli",tra stipendi d'oro,tra multipartecipazioni in enti e strutture statali,tra favoritismi a famigliari e parenti,portaborse,macchine blu,uffici fasulli per mantenere amici e compari...che potrò dire a mio figlio "vai a lavorare per 8-9 ore come un automa,lavora una vita per permetterti una casa,e spera di poter vivere gli ultimi anni della tua vita godendo di quello che hai maturato (con una pensione)!
Cosa gli dirò?
16/01/08 Sono già vecchio? Sono già vecchio? Assurda questa domanda ma comincio a desiderare in qualche modo di conservare tutto quello che incontro...il mio lavoro mi porta a vedere luoghi lontani da casa mia, e vorrei trovare il modo di riuscire a mantener vivo tutto quello che vedo e provo. Vorrei potrmi portare sempre con me una videocamera per registrare tutto quello che vedo, e dare come colonna sonora i miei pensieri e riflessioni, riuscire a fissare le mie sensazioni per poi trasmetterle in mondo visione e condividerle. E' strana la sensazione che ti lascia un bel posto che però non riesci ad apprezzare perché sei solo...mi accorgo di vedere posti lontani e stupendi, di mangiare prelibatezze,ma poi alzo gli occhi e sono solo...è come vedere un film su una televisione in bianco e nero! Domani è un altro film in bianco e nero. Ecco fatto il film in b/n, uno spettacolo il viaggio tra Pescara e Napoli, facendo piú di 100km tutta in statale tra gli appennini, facendo due valichi di montagna tra Napoli - credo che sia una città dai forti contrasti, dove si affiancano persone giuste e oneste, a persone che si credono le piú furbe e non rispettano nessuna delle regole di convivenza con le altre persone. Sarebbe anche una città per vivere se esistesse solo la gente corretta, e fosse ripulita da certa gente ignorante e che sembra uscita da un'altra epoca! Invece la città sopravvive e a fatica cerca di tenere il passo delle altre grandi città d'Italia. Meriterebbe di più, ma qua più che in altre città si sente quanto lo stato, e le tante figure che lo rappresentano, ne hanno mangiato sopra e si sono riempite le tasche.
Mi piace pensare che tutte le donne sino libere e disponibili...faccio un viaggio dentro di me per capire dove comincia la mia gelosia ma allo scopo di capire dove vuole portarmi il mio istinto di libertà invaso dalla lussuria.
Ho confusione dentro me...rispetto,stimo e ammiro la P., ma mi chiedo se è corretto desiderare e aver voglia di sentire altri corpi,altre donne. Se la gelosia riuscisse a scindere l'amore dal sesso, tanti rapporti sarebbero diversi e meno ipocriti. Nella mia gelosia,vorrei che fosse solo mio-nostro il nostro modo di comunicare,di sentirsi,di parlarsi,di quel legame che ti fa Amare una persona, ma non sarei in grado di superare sapere di lei penetrata, o con in bocca un membro diverso dal mio, avrei schifo,la sentirei e la vedrei sporca-zozza! Mentre la mia libido mi farebbe vivere circondato da seni, e culi di tante donne,e non avrei lo stesso schifo. Cosa vuol dire tutto ciò? Credo che per poter desiderare una certa libertà sessuale si deve essere disposti a concedere la stessa libertà,oppure è una cansiderazione utile a giustificare le proprie intenzioni? Mangiare sempre la stessa minestra fa desiderare di assaggiare altri piatti,ma si incorre nel rischio di non apprezzare più, e non volere più
In me esistono molte figure che accomunano la coppia, e le coppie. Se Amo e sono Amato da un'altra persona mi devo "impegnare" a conquistarla ogni giorno senza mai tradire me stesso,e se la conquisto ogni giorno non temo che possa esistere un altro me.
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